Seminario pre-congresso

La dialisi peritoneale in pratica: usi e costumi vs evidenze
Cinzia Fabbri ed il GIPD - Gruppo dialisi Peritoneale EDTNA/ERCA)

  • Presentazione obiettivi dell'evento
    Cinzia Fabbri, Referente GIPD (Gruppo infermieri Dialisi Peritoneale EDTNA/ERCA)

I Tavola Rotonda - EVIDENZE SCIENTIFICHE E REVISIONE DELLA LETTERATURA

  • Presentazione risultati del questionario inviato ai centri dialisi peritoneali
    Anna Dalprà (Trento)
  • La gestione dell’emergenza cutanea e del catetere peritoneale
  • Tampone colturale emergenza cutanea
    Cinzia Fabbri, Rosa Pacifico, Giuseppe Savino, Maria Pia Zito (Bologna)
    Cristina Mechini (Siena)

II Tavola Rotonda - EVIDENZE SCIENTIFICHE E REVISIONE DELLA LETTERATURA

  • Presentazione risultati del questionario inviato ai centri dialisi peritoneali
    Anna Dalprà (Trento)
  • P.E.T. come si fa e perché
  • Diagnosi precoce della peritonite (Combur test)
    Anna Dalprà, Luisa Giovannini (Trento)
  • Presentazione di uno strumento per raccolta dati, proposta di studio e conclusioni,
    Cinzia Fabbri ed il GIPD- Gruppo dialisi Peritoneale EDTNA/ERCA

Congresso Nazionale EDTNAERCA 2017

NUOVI & NOTI PANORAMI DI CURA
Moderatori: Marisa Pegoraro (Milano), Cinzia Fabbri (Bologna)

NUOVI & NOTI PANORAMI DI ASSISTENZA
Moderatori: Piera Rossetto Casel (Torino), Elisa Granellini (Milano)

 

Multitasking, collaborazioni aziendali e competenze specialistiche: alcuni connubi
Moderatori: Mariella Cadeddu (Quartu Sant'Elena, CA), Rosalia Franchetti (Milano)

3M Italia

Promed

Dialmedica Italia 

Spindial

AIRP - Associazione Italiana Rene Policistico onlus

Baxter

Fresenius Medical Care Italia

Sorveglianza e monitoraggio dell'accesso vascolare: possibile semplificarne la clinical practice?

MULTITASKING CARE Presentazione veloce dei poster
Responsabile Commissione: Marilena Galli (Palmanova, UD)
Commissione: Annamaria Giancipoli (Matera), Emiliana Scarpo (Viterbo),
Valentina Dorigo (Dolo, VE), Stefania Bevilacqua (Verona),
Domenico Criscenti (Erice, TP)

WORKSHOP
L’accesso vascolare visto da vicino, focus sulla pratica e cura

Responsabile Scientifico: Marisa Pegoraro (Milano)

L’ecografia in sala dialisi: istruzioni per l’uso e pratica simulata per la puntura eco guidata della FAV – parte pratica Obiettivi specifici: uso del mezzo ecografico per facilitare punture di FAV di recente confezionamento o di elevata criticità, al fine di ridurre il disagio del paziente e gli eventi avversi su vaso (ematomi, trombosi), tali da compromettere l’efficace uso della FAV
Docenti e Tutors: Ferdinando Affinito (Bologna), Silvia Brintazzoli (Bologna), Matteo Pio Potenza (Bologna), Francesca Licia Presentati (Bologna), Lorenzo Tellini (Roma), Stefania Bevilacqua (Verona), Alfonso Guerriero (Roma)

Impianto & gestione CVC: i concetti base, filmati e slide, giusto-discutibile-improprio - parte teorico-operativa Obiettivi specifici: riconoscere le componenti ottimali di buona pratica assistenziale, relativi alle fasi di impianto e gestione del CVC
Docenti e Tutors: Mara Canzi, Anna Grizzo (Pordenone)

Biosensori nelle apparecchiature e loro correlazioni per il benessere del paziente. Saranno presentati tre biosensori: temperatura (BTM), controllo del volume ematico (VE) e dell’efficienza dialitica (Kt/V) - parte teorico-operativa Obiettivi specifici: riconoscere in quale modo l’uso delle tecnologie può sostenere la conduzione di sedute emodialitiche il più compatibili possibili con la fisiologia della persona nella sua specificità
Docenti e Tutors: Claudio Squarcia (Ascoli Piceno), Roberta Pivetta, Renata Albertella(Milano)

Ecografia

CVC

Biosensori

 

WORKSHOP
Percorso Trapianto: passione, pratica e cura
Responsabile Scientifico: Francesco Rossi (Firenze)
Docenti: Francesco Rossi (Firenze), Patrizia Galeotti (Viterbo) Daniele Curci (Torino), Mariateresa Negri (Pavia) Marilù Bartiromo (Firenze), Lucia Rizzato (Roma) Alberto Rosati (Firenze)
Tutors: Francesco Rossi, Patrizia Galeotti, Daniele Curci Mariateresa Negri, Lucia Rizzato

Obiettivi formativi: come organizzare percorsi specifici che vanno dalla programmazione degli esami strumentali, il mantenimento in lista, quale educazione terapeutica quale competenza infermieristiche e collaborazione con la psicologa. Nella giornata vi sarà una descrizione delle competenze specifiche dell’infermiere, dei percorsi facilitati e una stesura da parte del partecipante di procedure condivise. Il workshop sarà strutturato con brevi relazioni frontali intervallate da gruppi di lavoro, condivisione e feedback.

WORKSHOP
Educare l’empatia nei professionisti sanitari

Responsabile Scientifico: Mariangela Mettifogo (Vicenza)
Docenti: Mariangela Mettifogo (Vicenza), Ilaria Filippeschi (Pisa)
Francesca Loprieno (Parigi), Viola Zangheri (Cesena) Marilù Bartiromo (Firenze),
Lucia Rizzato (Roma) Alberto Rosati (Firenze)
Tutors: Mariangela Mettifogo, Ilaria Filippeschi, Francesca Loprieno, Viola Zangheri

Approfondire il concetto di empatia applicato alla professione sanitaria e acquisire una maggior consapevolezza emotiva attraverso un approccio metodologico innovativo che prevede l’uso di mediatori artistici come la scrittura, la fotografia, il linguaggio teatrale e performativo. Promuovere il miglioramento dell’empatia nel professionista sanitario e quindi migliorare la relazione terapeutica con ripercussioni sul suo benessere psicofisico e su quello del paziente.

NEFROLOGIA DAI TANTI COLORI: IL NURSING MULTICULTURALE IN EMODIALISI

Veneziano D1, MarraroL1, Vittorio A1, Floridia S,1 Gianni G1, Denaro G1, Gozzo L1, Rossitto G2, Bongiovanni N2, Zappulla C2, Vita A2, Sessa C1, Reina A2, Di Franco S1, De Luca G1, Corsaro L2, Bascetta D1, Bono V1, Gianni S2.
1 Servizio Nefrodialitico Tike - 2 Ambulatorio di Emodialisi Floridiano

 

Introduzione
 
Nel nostro Paese, teatro di imponenti fenomeni di immigrazione, è impossibile pensare alla staticità culturale, nella società come nell’ambiente sanitario. Con i flussi migratori è aumentata la richiesta di assistenza sanitaria da parte delle popolazioni straniere per le quali, spesso, si configura il rischio di scarsa compliance a causa delle barriere linguistiche e del sostrato di appartenenza. Diventa, dunque, un dovere deontologico conoscere i contesti socio-culturali di provenienza per offrire un’assistenza ottimale. I nostri professionisti necessitano, in questi casi, di essere addestrati da associazioni scientifiche ed umanitarie di mediazione culturale affinché lo straniero che giunge nel nostro Paese affrontando innumerevoli cambiamenti di cultura, di religione, di alimentazione e di lingua, non subisca anche il trauma di un insufficiente trattamento medico.

Metodologia
 
Sul principio dello “Human Care” e del più ampio Nursing transculturale, la comunicazione acquisisce un ruolo fondamentale. Il sanitario deve comunicare efficacemente, per essere un professionista empatico, avvalendosi della figura del mediatore culturale.     La nostra équipe si è avvalsa della figura di un mediatore culturale per migliorare l’approccio con il paziente straniero.     Nel nostro case report abbiamo confrontato i seguenti parametri: pressione arteriosa, Kt/V, incremento pon-derale, potassiemia e proteine totali, alla prima dialisi (T0) e dopo sei mesi (T1) dalla formazione del personale.

Risultati
 
Nel nostro ambulatorio di emodialisi unico soggetto arruolato un paziente nigeriano, 40 anni, in Italia da 7 anni ed in trattamento emodialitico da 3 anni. Sono stati presi in considerazione i parametri clinici e biochimici sopra citati prima e dopo la formazione da parte del personale di mediazione culturale. Il confronto dei dati ha messo in evidenza un miglioramento significativo dimostrato dal test T di Student a due code di tutti i dati raccolti nel periodo di esame (Grafico 1).

 Grafico 1 miglioramento dei parametri

Conclusioni
 
L’obiettivo di un buon lavoro multidisciplinare è quello di avere una comunicazione più chiara, per rispondere al meglio alle esigenze del paziente ed a quelle dell’operatore sanitario. Con il nostro lavoro abbiamo potuto mettere in evidenza come il superamento delle barriere linguistiche e culturali possa essere tangibilmente utile nell’efficacia della terapia medica.

Bibliografia

  1. Pellegrini Walter (2010), “Le radici del futuro. Human Caring: passaggio attraverso il cuore. Il senso della scienza infermieristica”, Collana: Valutare e Decidere in Infermieristica, C. G. Edizioni Medico Scientifiche, Villanova Mondovì (CN).

LA TEORIA DEI VOLUMI MANCANTI

M. Vargiu1, L. Tiozzo1, B. Pariani1, N. Quinto1, M. Scialfa1, C. Fincato1, V. Micheli1, M. G. Stochino1, A.Stevanin1, G. Chiorzi1, S. Vergari1, J. Favato1, A. D’alfieri1, P. Aspesi1, M. Pellizzaro1, M. Orsi1

[1] ASST Valle Olona Busto Arsizio, U.O. Nefrologia e Dialisi ospedali di Gallarate, Angera e Somma Lombardo

 

Introduzione
Un’eccesiva rimozione di volumi d’acqua durante il trattamento dialitico può comportare emoconcentrazione, ipovolemia e causare ipotensione marcata.  Un' ematocrito elevato, determina un aumento della viscosità ematica in maniera esponenziale e proporzionalmente lo shear stress. Si riduce inversamente la portata della fav. Tutte queste condizioni predispongono alla stenosi/trombosi .

Metodologia
Da novembre 2013 a gennaio 2016 abbiamo effettuato uno studio su 13 favp al fine di preservare la pervietà e la funzionalità nel tempo, rilevando e trattando precocemente le complicanze. Strumenti utilizzati: scheda accesso vascolare, biosensori ,ecografia, esami emato-chimici.

Risultati
Correlazione tra deplezione di volume associata a valori predialisi di HTC compresi tra 36-42, a complicanze stenotiche/trombotiche nel 70% dei casi.

Efficacia della rilevazione della P.V. Dinamica per evidenziare precocemente le stenosi, nel 90% dei casi;
Pervietà delle favp a 6 mesi 100%, a 24 mesi 70%.

Conclusioni
Lo studio ci ha permesso di verificare l’importanza della valutazione precisa e modulata nel tempo del peso secco, onde evitare complicanze sistemiche/di accesso, connesse direttamente ai volumi mancanti. Con la nuova metodologia di sorveglianza (estesa nel 2016 a tutte le fav) si è implementato l’utilizzo della tecnologia e dei suoi algoritmi consentendo il monitoraggio contemporaneo su più pazienti e parametri, permettendoci di identificare con alta percentuale di probabilità i volumi disponibili.

Bibliografia

  1. Silvia Consolo - Il peso secco nel bambino in emodialisi - GTND volume 27 numero 4 Ottobre-Dicembre 2015
  2. Atti convegno XXXIII Congresso nazionale Edtna-erca: Competenze specialistiche in area nefrologica: clinica, ricerca, formazione, dirigenza. Le prospettive per il nursing relazione di Marcello Napoli. Dal monitoraggio alla diagnostica di II livello e radiologia interventistica - 14-16 maggio 2015.
  3. Atto del convegno: Accessi vascolari per emodialisi; trattamenti e nuove possibilità tecniche tenutosi in A. O. Di Circolo e Fondazione Macchi, relazione del Dott. Matteo Tozzi - 18 marzo 2014 e 12 maggio 2014.
  4. Roberto Ferraresi - FAV DIFFICILI: Ruolo dello studio emodinamico - NEFROLOGIA Gennaio-Aprile 2015
  5. Proposta di Linee Guida per gli Accessi Vascolari per Emodialisi-Luisa Berardinelli ,P.F. Frosini, Massimiliano Gessaroli
  6. Pubblicazione Fresenius (BVM-Blutvolumenmonitor)

SUPERVISIONE CASI CLINICI: UN AIUTO ALL’INFERMIERE MULTITASKING

1 Bernardi M.L. 2Pariani B., 2 Moro C. 2 Fotia T. 2Corciulo E. 2Tiozzo L. 2 D'alfieri A. 3 Taverna B. 3 Salvaggio G. 3 Tartagne M. 4 Belei V. 4 Cantisani P. 4 Nichetti R. 4 Armiraglio M. 4 Maccarone G. 4 Azzarelli M. 4 Longi R.

[1] ASST Valle Olona Dipartimento area Psichiatrica, Ospedale di Gallarate
[2] ASST Valle Olona Dialisi ospedale di Gallarate, Angera e Somma Lombardo
[3] ASST Valle Olona Dialisi ospedale di Saronno
[4] ASST Valle Olona Dialisi ospedale di Busto Arsizio e cal di Castellanza

 

Introduzione
  
Dal 2014 al 2016 si è sviluppato un progetto di supervisione aperto al gruppo infermieristico nefrologico di sei ospedali nella provincia di Varese, con l'obiettivo di analizzare attraverso un percorso formativo e l'aiuto di un supervisore esterno (Coordinatore Infermieristico di area psichiatrica con specializzazione in comunicazione neurolinguistica), i casi clinici e i processi assistenziali particolarmente critici, potenziando la competenza relazionale dell'infermiere per una solida alleanza terapeutica con il paziente in terapia dialitica.

Metodologia
  
In tre anni sono state effettuate 4 sessioni di formazione con incontri mensili, coinvolgendo 20 infermieri per volta. In ogni incontro un operatore si è fatto portavoce del gruppo presentando una situazione assistenziale che creava particolari criticità nella relazione o gestione infermieristica. Il supervisore con una visione esterna al gruppo, ha analizzato le dinamiche relazionali ed attraverso una comunicazione circolare ha restituito al gruppo degli input per migliorare la gestione del paziente.

Risultati
  
30 incontri, coinvolgimento del 70% dell’équipe infermieristica. Le criticità relazionali maggiori che sono emerse nella gestione del dializzato sono: anomalie comportamentali durante la seduta dialitica,  gestione di utenti giovani con prognosi infauste, comorbilità psichiatrica nel paziente dializzato,  gestione del paziente straniero, il vissuto invalidante della malattia cronica.  I questionari di customer hanno evidenziato l’utilità formativa e la ricaduta positiva sul clima del team di lavoro (punteggio finale 3,25 con score da 0 a 4).

Conclusioni
  
La cronicità e la dipendenza del paziente verso gli operatori sanitari sottolinea l'importanza della valenza Multitasking dell'infermiere nefrologico che necessita però, di supporto per la gestione degli stati emozionali e per rinforzare in modo positivo l'alleanza terapeutica. E’ stato spostato il focus della supervisione, dal paziente all'operatore ed al suo apprendimento.

Bibliografia

  1. La supervisione nella pratica clinica – Per Formatwww.performat.it › Pubblicazioni Articoli › Area Clinica consultato il 8.1.2017https://www.google.it/webhp?sourceid=chrome-instant&rlz=1C1AVSX_enIT404IT406&ion=1&espv=2&ie=UTF-8#
  2. http://www.diredonna.it/lavori-multitasking-il-segreto-e-lelasticita-90499.html; consultato il 8.1.2017
  3. Egan G. (1990) – The Skiller helper. A systematic approach to effective helping – Brooks/Cole Publishing Co., Monterey, CA 3 pp
  4. May R. (1991) – L'arte del counseling. Il consiglio, la guida, la supervisione – Editore Astrolabio, Roma, 4 pp